Una semplice proposta: andare a Messa

Non voglio calvalcare la tigre delle emozioni suscitate dai recenti fatti di cronaca.
Non è il mio scopo. Ma non voglio rimanere in silenzio. Neanche comportarmi come quel signorino di buona famiglia che sbraita ed incita a chissà quali azioni per poi rimanere al sicuro delle proprie mura e delle proprie accidiose comodità.
Un prete è morto, ucciso in chiesa.
Ogni giornale di questo mondo ha descritto il suo martirio e narrato con dovizia di particolari le fasi dell’eccidio. Cori di condanna, lacrime di coccodrillo da parte dei prelati e dei responsabili della sicurezza e dell’intelligence, fiaccolate, fiori, canti e balli.
I miei amici alla GMG continuano a raccontare su whatsapp delle loro mangiate e delle loro fatiche (capirai: camminare a piedi…) mentre postano foto di lattine di birra.
E’ finita una civiltà e non ce ne vogliamo rendere conto. Non conosciamo più noi stessi e pretendiamo di accogliere e inculturare. Saremo giudicati dalla storia perché nel pieno della più grande crisi economica e morale, di fronte a milioni di disoccupati, con una natalità da guerra mondiale, in Italia si discute  della liberalizzazione delle droghe leggere, mentre il capo di governo gira il Paese per inaugurare strade e viadotti che servivano cinquant’anni fa.

Ma torno ai fatti di Rouen e mi chiedo: chi c’era a Messa?
Il prete e altre tre persone, suore o anziane non cambia granché. Ci avete riflettuto? Dove sono i cattolici? Tutti a Cracovia? No. A casa loro o in giro a perdere il tempo davanti il loro smartphone.Sveglia! E’ qui il problema: non è l’Islam è il Cattolicesimo di quelli che ne fanno a meno. Il nocciolo della questione dovremmo porlo su di noi: dove eravamo quel giorno che un ragazzo ha ucciso un prete?
Inutile discutere su ciò che è stato: guardiamo al futuro … andiamo a Messa! Non lasciamo soli i nostri preti ad annunciare il Vangelo, a presentare le offerte sull’altare; non lasciamoli soli mentre consacrano quel pane che spezzeranno per noi. Stimo vicino ai nostri preti. Frequentiamo le nostre chiese.
Basta con le veglie una tantum, con i digiuni estemporanei, con i concerti per non dimenticare, con le tavole rotonde e i noiosi incontri di approfondimento.

Andiamo a Messa.
Preghiamo ogni giorno per noi e per i nostri preti.
Spendiamo il nostro tempo davanti a Gesù Eucarestia.