Leonardo

Stavo leggendo Avvenire di sabato scorso, 7/5/2016.
A pag. 4 c’era il resoconto dettagliato del premio Carlo Magno che è stato conferito a Papa Francesco: un uomo di pace. Mi sembra adeguato.
Poi mi cade l’occhio sul fondo della pagina, una pubblicità.Non è una novità, sono in tutti i giornali ci sono delle pagine (o porzioni di queste) che vengono utilizzate per inserzioni pubblicitarie, forse da sempre. Tuttavia, questa volta, sono rimasto molto colpito, l’inserzionista ha un nome particolare: si tratta di Leonardo.

Forse il nome lo associamo solo al genio italiano più conosciuto al mondo, non foss’altro che per aver dipinto la Gioconda o il Cenacolo. Ma qui si parla di ben altro. Leonardo è il nuovo brand, il nuovo nome che ha assunto Finmeccanica. Stiamo dunque parlando di una azienda che produce armi, elicotteri, droni, radar, sistemi d’arma ad altissima tecnologia.

La sua pubblicità, presente da vari giorni su Avvenire, ora si trova sotto la notizia di un premio per la pace, per giunta dato al Papa. Certo, mi verrete a dire che Leonardo produce sistemi di difesa e, dunque, i suoi prodotti si inseriscono in un più ampio sistema di prevenzione e repressione del crimine o di azioni ben più pericolose. Tuttavia poche pagine più avanti lo stesso Avvenire suona l’allarme per l’incremento dell’export di armi da parte dell’Italia. Tutto trasparente sui volumi di affari, meno sui nomi degli acquirenti. E’ lo stesso Avvenire, intervistando l’AD della Beretta, a segnalare come l’Italia è all’avanguardia nella produzione di armi anche se alla fine vanno in mano a quelli contro cui stiamo “combattendo”. Insomma, il giornale dei Vescovi italiani, da un lato gioisce per un premio per la pace, dall’altro si lamenta per il mercato delle armi e, infine, fa pubblicità ad un produttore di sistemi d’arma e difesa.

Sono confuso. Qualcosa mi sfugge, forse. O forse aveva ragione Pino Daniele quando cantava che “riguardo ai soldi, la gente non guarda in faccia a nessuno” (traduzione conoscitiva del redattore).